HuffPost – 2025

Articoli di Piero Schiavazzi

Il Martello di Mezzogiorno di Papa Leone

Il Pontefice e la pace selvatica. Passa in rassegna i meridiani del pianeta e consegna anche a Natale un profilo pasquale, di Chiesa in croce, che “s’immedesima con chi ha perso tutto” ma non vuole andar via, “come gli abitanti di Gaza”, e con “chi è in fuga invece dalla propria terra per cercare un futuro altrove”, come i migranti mediterranei e mesoamericani

Viaggio in Oriente. Primo passo di Leone verso la Terra Santa

All’esordio all’estero, il pontefice scommette su Erdoğan (dopo il fallimento di Francesco con Putin) per stabilizzare l’area: “L’unità come i ponti sul Bosforo necessita di manutenzione”. Poi in Libano, roccaforte regionale della cristianità. Da qui bussa sonoramente alla porta ebraica: “Siamo amici”. Lo si dovrà celebrare prima del bimillenario della Resurrezione

Tutto poteva essere diverso. Yitzhak Rabin, trenta anni dopo

Un ricordo personale, legato all’intervista che l'allora primo ministro israliano mi concesse nel 1994, tra il presentimento e il testamento

Robert Prevost, la carta americana di Zelensky

Leone XIV ha subito riposizionato la politica estera del Vaticano in Ucraina e Medio Oriente. Sul primo fronte risulta superata “l’equivicinanza” tra Mosca e Kiev, che Francesco aveva strenuamente, soffertamente mantenuto. Sul secondo fronte appare recuperato il rapporto ai minimi storici con Israele e prontamente risollevato dalla “lettera agli ebrei”, pur continuando, nondimeno, a denunciare l’immane tragedia di Gaza

Il G150 di un Papa che lascia l’Urbe, sul piano geopolitico, al centro dell’Orbe

E accresce la responsabilità di chi sarà scelto per “mantenere la posizione”

L'ultimo respiro di Papa Francesco

Difficile immaginare una tempistica più congeniale per la morte di un Pontefice: teologicamente, come quarto giorno aggiunto al triduo della Settimana Santa -senza rubare al Risorto la piazza, ma attendendo in disparte il proprio turno, come si addice a un vice; politicamente, dopo avere pronunciato il discorso sullo stato del mondo, da leader spirituale del pianeta

Francesco e Vance, l'egalitario e l'identitario: il fugace incontro di due cristianesimi

Da un lato il Papa della globalizzazione, che in essa percepisce l’afflato egalitario e il recondito, divino intento di unificare la famiglia umana con il sigillo della fratellanza universale. Dall’altro il leader identitario e de-globalizzatore, discepolo di Agostino, che con il mentore Trump si attribuisce il mandato terreno di far rinascere la Città di Dio

Fare corpo con il mondo. I 12 anni di pontificato di Francesco

Il Papa dalle piazze della chiesa-ospedale da campo alla stanza del Gemelli, in un mondo che resta in prognosi riservata

Francesco e la contro-enciclica di Trump

Una presidenza che si preannuncia una plateale contrapposizione al magistero del Papa gesuita e francescano, fondato sul green deal ecologista di Laudato Sì e sull’utopia multipolare di Fratelli Tutti, su base di pari dignità e uguaglianza universale tra gli stati